News

L'archivio di Nanni Balestrini è stato dichiarato "bene di rilevanza nazionale" dal Mibac

11.09.2018

L'archivio di Nanni Balestrini è tutelato dal Ministero per i beni e le attività culturali come bene di interesse storico particolarmente importante.
 
Il compendio riflette pienamente la varietà e la complessità della produzione artistica di Nanni Balestrini ed è di fondamentale importanza per la ricostruzione e lo studio sia della sua multiforme e pionieristica attività, sia del rilevante ruolo di artista multimediale ante litteram da Egli assunto nella neoavanguardia italiana dall'inizio degli anni Sessanta del secolo corso, non solo in ambito letterario ma anche politico-ideologico e delle arti visive.
Nanni Balestrini (Milano, 2 luglio 1935), è autore complesso, dall'attività multiforme e sofisticata. Intellettuale, artista multimediale, poeta, romanziere, ha collaborato con registi, attori, compositori, ha scritto per la radio e per la televisione in coerenza con la sua visione poetica secondo la quale la poesia dialoga naturalmente con le altre arti in una continua contaminazione di linguaggi. In questo senso appare particolarmente significativo il rapporto di Balestrini con il cinema, caratterizzato dal fatto che la cifra stilistica della scrittura, del modo di narrare dell'Autore è in qualche misura identificabile proprio con il montaggio cinematografico.
Esponente di rilievo della neoavanguardia e degli scrittori intorno all'antologia
I Novissimi, precursori del "Gruppo 63", Balestrini si è distinto per uno sperimentalismo spinto fino all'adozione di tecniche riconducibili al collage e a una diffusa intuizione circa l'incidenza del caso sul fare poetico. I suoi primi esperimenti in tal senso, risalenti al 1961 le cosiddette Poesie al computer-, consistevano nell'inserire mediante schede perforate alcuni spezzoni verbali all'intemo di un calcolatore elettronico, affidando a un algoritmo la composizione, mutevole di volta in volta, di una fra tutte le possibili combinazioni. Cosi è stato costruito anche il suo primo romanzo, Tristano (1966) declinato in tante versioni, alcune delle quali pubblicate, con l'effetto di minare alla base il feticcio "testo" inteso in senso tradizionale. Con lo stesso spirito, Balestrini è stato negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso animatore culturale, curatore di antologie, portavoce del dissenso politico. A seguito degli arresti che ci furono a partire dal 7 aprile 1979 per i presunti capi delle organizzazioni sovversive, si è rifugiato in Provenza, dove ò rimasto fino ai 1985. Sugli argomenti degli anni Settanta ha scritto il saggio L'orda d'oro (Sugarco, Milano 1988), in collaborazione con Primo Moroni, ristampato più volte da Feltrinelli con I'aggiunta di ulteriori contributi, fra gli altri, di Umberto Eco, Toni Negri, Rosanna Rossanda.
Nei suoi romanzi, che hanno tutti in qualche misura rivoluzionato la "forma" del romanzo facendola invariabilmente tendere al poema e alla narrazione orale (
Tristano, 1966; Vogliamo tutto, 1971; La violenza illustrata, 1976; Gli invisibili, 1987; L'editore, 1989; Una mattina ci siamo svegliati, 1995; Sandokan, storia di camorra, 2004), e nella sua poesia d' opposizione (Come si agisce, 1963; Ma noi facciamone un'altra, 1968; Le ballate della signorina Richmond, 1977; Il ritorno della signorina Richmond, 1987; Osservazioni sul volo degli uccelli, poesie 1954-56, 1988; Il pubblico del labirinto, 1992; Elettra, 2001), Balestrini ha messo a punto forme di contaminazione fra sperimentalismo letterario ed attivismo politico che si caraìterizzano per la estrema coerenza teorica. Tra le sue opere più recenti sono: il romanzo Carbonia. Eravamo tutti comunisti (2013); Le raccolte di versi sconnessioni (2009), Coosmogonia (2010); i tre racconti pubblicati sotto il titolo Girano voci. Tre storie (2012), la raccolta di versi Antologica. Poesie 1958-2010 (2013); presso la casa editrice Derive Approdi è in corso di pubblicazìone l'opera poetica completa. Un nuovo romanzo è in corso di stampa.
Promotore culturale d'avanguardia, con altri intellettuali ha diretto alcune fra Ie principali riviste di cultura del Novecento: "ll Verri", "Quindici", "Alfabeta", "Zoooom", "Azimuth"; oggi è impegnato in "Alfabeta2" (wwv.alfabeta2.it). All'opera letteraria ha affiancato un'interessante produzione visiva, anch'essa caratterizzata da forte sperimentalismo, con allestimenti di mostre e
performance in Italia (nel 1993 anche alla Biennale di Venezia) e all'estero (nel 2012 a Documenta di Kassel, nel 2017 allo ZKM di Karlsruhe). Vive stabilmente a Roma dal 2015-16.
...
La sedimentazione apparentemente non ordinata dell'archivio riflette in qualche modo la tecnica del collage ("[un modo per] far uscire la pagina stampata dal libro fino a farla diventare oggetto, concreta"), che in Balestrini lega in modo coerente la produzione poetica a quella di arte visiva.

Pagine